[SUPERA ANSIA, RABBIA E PAURA COL RESPIRO]

 

Ognuno di noi vive immerso nella paura. È la paura che crea dei limiti e ci fa "vivere a metà".
Abbiamo diverse paure: paura di non essere all'altezza, paura di ammalarci, paura di perdere ciò che abbiamo, paura di non farcela, paura di perdere il controllo, paura di cambiare, ecc.

Alla paura conseguono diverse emozioni negative.

La rabbia, ad esempio, è una conseguenza della paura, così come l'ansia. Senza parlare degli attacchi di panico la cui causa è una paura non trasformata e trattenuta nel tempo.

Quando perdiamo il controllo di una situazione, subentra la paura e la paura si trasforma in sintomi fisici, spesso invalidanti.

A tutti noi risulta difficile pensare che sia la paura la causa del nostro disagio interiore o del nostro "mal di vivere", che sia la paura all'origine dei nostri attacchi d'ira, delle nostre insicurezze, dell'ansia, della depressione, degli attacchi di panico e di tutte le disfunzioni psico-somatiche conseguenti.

L'ORIGINE DELLA PAURA

Spesso siamo preda di attacchi di collera, di attacchi di ansia, depressione, a volte immotivata, di cui ignoriamo l'origine ma che creano difficoltà nel vivere quotidiano e nelle relazioni con gli altri.

Nello Yoga ogni emozione negativa viene trasformata ed è lavorando con il respiro che avviene la trasformazione.

Le emozioni negative, con cui conviviamo da tempo, le reprimiamo spesso per vergogna, perché ci è stato insegnato, "che non è virtuoso comportarsi o essere in un certo modo".

Colpevolizzandoci, rifiutiamo una parte di noi ritenendola "sbagliata".

L'educazione impartitaci e le regole codificate dalla società ci impediscono spesso di essere noi stessi.
Oltre a questo, i traumi subiti incidono indelebilmente sul nostro modo di affrontare la vita e relazionarci.

Per "traumi subiti" non bisogna intendere solo grossi shock emotivi come uno stupro, una violenza psicologica, un terremoto, la guerra, ma anche la perdita di una persona cara, un intervento chirurgico, l'aver assistito passivamente ad un incidente, il comportamento repressivo e rigido di uno dei due genitori, se non addirittura di entrambi.
Sono molti i traumi che si possono subire nel corso dell'esistenza.

COME INCIDONO I TRAUMI SULLE NOSTRE EMOZIONI

Gli shock emotivi che possiamo subire durante la vita possono accadere in periodi differenti: dall'infanzia all'età adulta.
Una situazione vissuta come traumatica genera una grande paura. In seguito, l'episodio traumatico e la paura conseguente, vengono relegati nei meandri più profondi dell'animo ovvero nell'inconscio.

Questo accade perché l'evento è stato così scioccante da volerlo dimenticare, quindi non è pensabile che riaffiori a livello della coscienza; creerebbe un ulteriore shock.

Quindi l'essere umano preferisce rimuovere ciò che lo ha traumatizzato, piuttosto che trasformarlo.

Del processo di "rimozione" ne parlano molti psicologi.
Il Maestro zen Thich Nhat Hahn, nei suoi libri, parla della "rimozione" e spiega che siamo molto indaffarati nel tenere "pulito il soggiorno", quindi la parte di noi visibile agli altri, mentre "cacciamo giù in cantina" le parti di noi che non amiamo e non accettiamo.

Questa battaglia fra "ciò che è buono in noi e ciò che non lo è" è all'origine della nostra sofferenza e dei nostri conflitti interiori.
La mancanza di accettazione crea il conflitto.

IL TRAUMA VA TRASFORMATO

Il nostro sistema psico-fisico ed energetico è perfetto e punta a mantenere o ripristinare l'equilibrio. Per tale motivo lo shock subito riaffiora a livello della coscienza: pretende di essere trasformato.

Noi, invece, per paura, cerchiamo di ignorarlo e "ricacciarlo giù" ma iniziamo a sentire che qualcosa non va, una sorta di disagio interiore, di malessere improvviso.

Il tentativo di rimuovere quello che non accettiamo, fa uscire la parte meno nobile di noi, quindi possiamo reagire manifestando una forte emozione negativa che può nuocerci e far del male anche agli altri.
Possiamo "somatizzare" a livello fisico, deprimerci, avere un attacco d'ansia, ecc.

Iniziamo allora a tenerci molto impegnati per allontanare questa paura, disperdendoci in mille attività: televisione, tecnologia, giochi, shopping sfrenato, alcol, cibo in eccesso, stile di vita estremo e molto altro.
Tutto questo serve per obnubilare la mente e distrarci dalla sofferenza che affiora e ci paralizza. Ci proiettiamo all'esterno per evitare di guardarci dentro.

Vivere in questo modo ci impedisce di essere liberi e possiamo mistificare quanto vogliamo, ma per vivere serenamente bisogna affrontare la paura, quindi affrontare le nostre "zone d'ombra", quelle che nascondiamo a noi stessi e agli altri.

Il metodo meno traumatico
e più graduale per svelare le "zone d'ombra" e trasformare i traumi pregressi è il

REBIRTHING
.
Si può cominciare anche lavorando con le tecniche di Pranayama dello Yoga (tecniche di respirazione) ma se vogliamo agire a livello profondo occorre lavorare con il Rebirthing.

NON C'E' PRATICA PIU' RISOLUTIVA.

Questa tecnica, se eseguita con costanza e determinazione, porta ad una vera e propria
"rinascita".

Socrate diceva: "Conosci te stesso".

Conoscere le proprie "zone d'ombra" permetterà di trasformarle e diventare liberi.

Essere liberi ed essere se stessi migliora la qualità della vita. La gioia predominerà sul resto e la vita, anche se a tratti complicata, sembrerà comunque meravigliosa.

Apprezzando se stessi, si apprezzerà l'intera esistenza.

Ciao Rita

Se desiderate approfondire la conoscenza del Rebirthing, oltre che sperimentarlo su di voi, potete leggere il libro del Dr. Filippo Falzoni Gallerani, psicologo: "Il respiro dell'Anima".

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